Ragusa Ibla · Confraternita enogastronomica · dal 1983
Non è una cena.
È un atto di memoria.
Crediamo che ogni piatto tramandato sia un atto di resistenza culturale. Che il sapore di una ricetta secolare valga più di qualsiasi innovazione. Che riunirsi intorno a una tavola sia ancora il modo più antico e più vero di fare comunità.
La storia
Era il 1983 quando un gruppo di professionisti ragusani — medici, avvocati, imprenditori, intellettuali — si riunì per la prima volta nei vicoli di Ragusa Ibla con un proposito insolito: non discutere di affari né di politica, ma di cibo. Di quello vero. Di quello che stava scomparendo.
La Confraternita dei Cenacolari dell'Antica Contea nacque così, con la stessa semplicità con cui nascono le cose destinate a durare. Il nome richiamava un'epoca — la Contea di Modica, l'antico dominio feudale che per secoli aveva definito l'identità di questo angolo di Sicilia orientale — e un luogo: il cenacolo, la sala dove ci si riunisce per condividere.
Quarant'anni dopo, la missione è rimasta la stessa: ricercare, documentare e tramandare le ricette tipiche del territorio dell'ex Contea, promuovere la tutela dei prodotti locali e coltivare quella cultura del convivio che è l'anima più profonda della Sicilia iblea.
“Ricercare e tramandare le ricette tipiche del territorio dell'ex Contea di Modica. Non come archeologi, ma come testimoni vivi.”

1983
Anno di fondazione
40+
Anni di attività
~3.000
Volumi in biblioteca
FICE
Federazione nazionale
Il manifesto
Memoria
Ogni ricetta è un documento storico. Raccogliamo, trascriviamo e tramandamo le preparazioni della Contea di Modica come si farebbe con un manoscritto antico.
Territorio
La cucina iblea è inseparabile dalla sua terra: il Ragusano DOP, il carrubo, il fico d'India, il Cerasuolo di Vittoria. Conoscere il prodotto significa conoscere il luogo.
Convivialità
Non siamo un club gastronomico. Siamo una confraternita: ci riuniamo intorno a una tavola con la stessa sacralità con cui ci si riunisce per celebrare.
Trasmissione
Custodire non basta. Ogni cena è un atto pedagogico: i soci più anziani insegnano ai più giovani, i ricercatori condividono con i cuochi, il sapere circola.
Un patrimonio unico
La Biblioteca del Coria
Il cuore intellettuale della Confraternita è una biblioteca di circa tremila volumi di enogastronomia — una delle collezioni private più ricche del Mezzogiorno d'Italia. Fu donata dagli eredi del Colonnello Giuseppe Coria, socio fondatore e autore dell'opera enciclopedica che è la bibbia della cucina siciliana.
Fra i volumi si trovano trattati del Settecento, ricettari manoscritti di conventi claustrali, edizioni rare di testi gastronomici europei e l'intera collezione delle pubblicazioni del Touring Club dedicate alla cucina regionale italiana. Non è una raccolta da museo: è uno strumento di lavoro che i soci consultano per ricostruire ricette dimenticate e verificare l'autenticità delle fonti.
Documenti dell'Associazione
Trasparenza
Consulta i documenti che definiscono la nascita, le finalità e l'organizzazione della Confraternita.
